Il rugby italiano: panoramica

In Italia si gioca a rugby dal 1929 e per molti decenni la nostra Nazionale è stata considerata la migliore squadra europea fuori dal Cinque Nazioni (già, una volta erano cinque).

 

Dal 2000, la nazionale italiana è entrata a far parte del Sei Nazioni (ecco perchè adesso sono sei!) assieme a Inghilterra, Francia, Irlanda, Scozia e Galles. Ques’anno si è classificata quattrordicesima nella classifica delle squadre migliori del mondo, stilata dall’International Rugby Board.

Dopo aver vinto il Cucchiaio di Legno per diversi anni consecutivi, gli Azzurri sono cresciuti, sono diventati più competitivi, soprattutto quando giocano in casa. Nel 2007 e nel 2013 abbiamo persino registrato un dignitosissimo quarto posto. Diciamo che diamo il meglio soprattutto quando giochiamo con i cugini francesi (ricordiamo la sconfitta della Francia 22 a 21 nel Sei Nazioni del 2011, 23-18 nel 2013 sempre al Sei Nazioni, oltre all’incredibile sconfitta dell’Irlanda 22-15 sempre nel 2013).

Attualmente il capitano degli Azzurri è Sergio Parisse, mentre il commissario tecnico è Jacques Brunel, ex-rugbista francese, che andrà a casa l’anno prossimo dopo aver fallito l’avventura italiana ai mondiali in Inghilterra. A sostituirlo, si vocifera, ci sarà un nuovo allenatore che avrà maggiori responsabilità, in quanto avrò anche il ruolo di direttore di gioco, e verrà affiancato da altri due tecnici, un assistente per i calci e gli skills, ed un responsabile del settore giovanile.

 

A parte questo, il rugby in Italia è uno sport con una discreta tradizione, che produce ottime squadre.

Il campionato italiano si divide in cinque serie: Eccellenza, Serie A,B,C1 e C2. Le squadre migliori d’Italia competono anche a livello internazionale grazie all’European Rugby Champions Cup (ex Heineken Cup) e all’European Rugby Challenge Cup. Oltre a questi, c’è il Guinness Pro 12 (ex Celtic League), cui partecipano anche le due franchige, Benetton Treviso e Zebre Rugby.