Sei Nazioni: gli Award di Bloodandmud.com per il 2015

E’ la fine della stazione, quindi questo significa tempo di bilanci, di attente valutazioni (si spera) e di un po’ di sana autocritica. Ed è anche il momento dell’anno in cui il noto blog rugbistico Bloodandmud pubblica i suoi speciali Award per il 2015. Vediamoli insieme…

 

Eccezionali risultati nel campo dei fallimenti in campo: il London Welsh.

Nel capolavoro di Orwell 1984, l’ufficiale di partito dice al disgraziato protagonista Winston Smith, “Se vuoi una foto del futuro, immagina un calcio stampato sulla faccia di un essere umano - per sempre.” La squadra di Oxford, i suoi fan e i suoi giocatori ora si sono fatti un’idea di cosa questo può significare.

 

Premio ripetizione: Dylan Hartley, tallonatore neozelandese del Northampton .“Guarda cos’ha fatto!, “si, ma conto sul fatto che impari dai suoi errori.” “Guarda cos’ha fatto!” “sì, ma conto sul fatto che impari dai suoi errori.” Potete continuare all’infinito, almeno fino alla prossima espulsione.

 

Premio Immortalità di Connor McLeod del Clan McLeod: Paul O’Connell. Chi non si ricorda di Highlander, dove il protagonista Connor McLeod (Christopher Lambert) è uno scozzese immortale impegnato a sconfiggere il cattivissimo Kurgan, immortale a sua volta, ma con un’anima punk? Ne resterà uno solo.

 

Premio Salute Mentale: Philippe Saint Andre. Il commissario tecnico della Nazionale Francese si aggiudica questo premio per il terzo anno di fila, grazie alle sue divertenti trovate. Ci aspettiamo che riacquisti le sue funzionalità normali una volta fuori mandato.

 

Premio per i servizi resi alla Storiografia moderna:  a tutti i giudici televisivi (o TMO). “E voglio controllare se c’è punizione, se il passaggio è regolare, se era fuori due minuti fa, se si andrà a confessare, se ha fatto la dichiarazione dei redditi, se era coinvolto nell’assassinio di Kennedy, se ha messo i calzini corti con lo smoking, se si è messo d’accordo con Piers Morgan su Twitter e se usa ancora l’espressione ‘che ficata’, anche se non si usa più da tempo...” E’ una battuta, ovvio, ma seriamente: i TMO stanno diventando la rovina di questo gioco; ci si mette troppo tempo e il loro utilizzo non permette agli arbitri e ai guardalinee di fare bene il loro lavoro. Il TMO dovrebbe essere usato solo in caso di evidente incertezza, per chiarire situazioni di confusione nel momento in cui si attribuisce il punteggio: tutto il resto è responsabilità dell’arbitro o dei guardalinee.

 

Il Premio “Che ha fatto?”: Yoann Huget, ala trequarti del Tolosa. Andre Marais, anche lui si è fatto un’idea di cosa intendesse O’Brien in 1984.

 

Il premio Stelle/Stalle:Jonny May, ala trequarti del Gloucester. Come voi lettori saprete, o si è dei grandi, o si è pessimi. Non si può essere tutte e due le cose allo stesso tempo. Jonny May è l’eccezione che conferma la regola.

 

 

 

Jonny May, ala trequarti del Gloucester.